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Scrivere la terra, abitare l'utopia tra comunità e migranza

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Promossa dai dipartimenti di Beni culturali e ambientali e di Lingue e Letterature straniere e dai corsi di dottorato in Beni culturali e ambientali e di Studi linguistici, letterari e interculturali, la due giorni riunisce studiosi delle diverse discipline e ambiti di specializzazione per promuovere incontri e ibridazioni che riescano a tematizzare le trasformazioni linguistichepaesaggistichesocialifilosofiche e letterarie del mondo d'oggi.

Dall'universo quantistico alla cosmologia di Benjamin, dalle riflessioni sull'ambiente e lo spazio urbano alle scritture della decolonizzazione, dal poetare tra due lingue a una rilettura dei concetti di natura e di patria, il filo rosso che lega gli interventi in programma è appunto quello della ricerca di forme di autorealizzazione solidale a partire dal dibattito sull'antropocene e i fallimenti insiti nella natura umana.

E proprio sull'animale umano che si concentra la riflessione delle due giornate, quell'umano che scrive il pianeta con le orme dei propri passi, che migra e fonda comunità per accogliere differenze e rifiutare la violenza, che lotta con la mano che semina idee perché all'arma che cancella la vita preferisce la matita, il polpastrello, il lampeggiare del cursore su uno schermo in cui leggere e comunicare il mondo.

Apre i lavori il rettore Gianluca Vago insieme a Giovanni Iamartino e Alberto Bentoglio, direttori dei dipartimenti rispettivamente di Lingue e Letterature straniere e di Beni culturali e ambientali.

05 dicembre 2017
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